Attraverso la lente del corpo trans, il progetto dell’artista finlandese Teo Ala-Ruona interroga l’eredità dell’architettura modernista del Padiglione disegnato da Sverre Fehn. Integrando performance, installazione e teoria queer, la mostra presenta cinque score – tracce performative – che propongono nuovi orientamenti per la pratica architettonica: Impurità, Decategorizzazione, Performance, Tecno-corpo e Riuso. Ogni score agisce come dispositivo critico per ripensare concetti di purezza, identità e trasformazione, mettendo in discussione le norme sociopolitiche che strutturano l’ambiente costruito. Una proposta radicale che intreccia corporeità, ecologia e immaginazione spaziale.