La mostra prende la forma di un archivio dedicato a strutture pubbliche progettate da architetti locali – edifici compositi, centri residenziali, mercati, case popolari – che, seppur poco documentate o conosciute all’estero, hanno avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo urbano e sociale di Hong Kong. Tra villaggi vernacolari e architetture civiche, l’esposizione restituisce la memoria di un patrimonio fragile, destinato a influenzare il futuro della città, mentre una tradizionale impalcatura in bambù, costruita da maestri Shifu, crea un dialogo tra la storia industriale di Venezia e la cultura edilizia di Hong Kong, evocando la precarietà condivisa delle due città tra costruito e naturale.