Cento manufatti ricamati secondo la tradizionale tecnica palestinese del tatreez – punto croce –, realizzati da donne palestinesi in campi profughi e villaggi in Libano, Giordania e Cisgiordania, portano all’attenzione globale il genocidio in corso a Gaza. Ogni opera, composta da 55 mila punti, per un totale di 5,5 milioni, raffigura scene legate al conflitto e alla vita sotto assedio. Associazioni e privati possono sostenere il progetto e vedere il proprio nome ricamato accanto a quello delle ricamatrici.