Il monumentale disegno ambientale di Matías Duville in sale e limatura di carbone vegetale esplora un temuto futuro apocalittico divenuto presente, in cui persiste tuttavia la capacità umana di percepire bellezza, vita e desiderio. Attraversabile dai visitatori, l’opera oscilla tra ordine e caos, tra tracce evanescenti e forme più definite. L’incedere dei passi, il crepitio dei materiali e un soundscape di frequenze sovrapposte attivano una percezione instabile, quasi tattile. Sale e carbone evocano tempi divergenti e rimandano alle lande del Sud dell’Argentina, trasformando il disegno in paesaggio vivo, sospeso tra memoria, fragilità ed energia.