Una raccolta di filigrane quattrocentesche su carta diventa il nucleo di un’installazione immersiva che le proietta sulle pareti attraverso laser e schermi LED, accompagnate da un paesaggio sonoro. Nate come marchi di origine e autenticità, queste impronte visibili solo in controluce rivelano le infrastrutture del potere: la carta circolava insieme a idee, contratti e codici, veicolo attraverso cui si esercitavano autorità, dominio e giustizia. In un tempo segnato da conflitti geopolitici e crisi migratorie, Paper Tears traccia una continuità inquietante tra i sistemi di controllo del passato e quelli del presente, celata – come suggerisce l’espressione francese en filigrane – proprio sotto la superficie.