Affrontando temi quali l’eredità della diaspora africana e le forme contemporanee di schiavitù, l’installazione di Roberto Diago riunisce un gruppo di grandi teste scultoree che avanza verso lo spettatore. Metalli ossidati, legno e materiali di recupero compongono un’epidermide, facendo della cicatrice un elemento strutturale che afferma concetti di identità e resistenza. La libertà si configura come pratica consapevole, memoria che riaffiora, corpo che si sottrae all’oblio.
Immagine in evidenza: Roberto Diago, “Hombres Libres / Free men”, 2025 ©Estudio Diago. Courtesy of: Estudio Diago