Giocando sulla doppia valenza del termine gallese sownd, traducibile sia come “impantanato” sia come “solido”, gli artisti sviluppano una riflessione scultorea su come forma e significato risultino profondamente interconnessi. Ne emerge un’indagine su paesaggio e linguaggio intesi come ambienti animati da persistenza e vulnerabilità. Materiali organici, oggetti trovati, testi e interventi sonori danno vita a un’installazione continua, che idealmente si estende verso un programma site-specific parallelo in Galles, previsto durante il periodo di apertura della Biennale Arte.