Un’installazione di arazzi taftati a mano, disegni e sculture evoca stati onirici e soglie percettive, dove reale e immateriale si confondono. Il progetto riflette sulle strutture che ordinano la conoscenza e sul desiderio umano di dare forma al caos, intrecciando riferimenti al Medioevo e al primo Rinascimento, epoche di crisi e trasformazione. Tra umanesimo, stampa e cultura figurativa – con un’attenzione alla figura di Aldo Manuzio – Nolan costruisce una meditazione sull’ambivalenza della tradizione europea, interrogando i rapporti tra sapere, potere e immaginazione.
Immagine in evidenza: Isabel Nolan, 2026 – Photo Rich Gilligan