Amina Agueznay, che da oltre vent’anni sviluppa una ricerca radicata nei saperi e nelle pratiche vernacolari marocchine, trasforma lo spazio delle Artiglierie in un percorso di soglie e tessiture rituali. Il visitatore attraversa strati di memoria e gesti ancestrali, incontrando intrecci, spirali e cuciture che custodiscono e trasmettono saperi condivisi. Ogni superficie si offre come un segno da decifrare, in un dialogo continuo tra materia, corpo e memoria, dove la creazione manuale si afferma come pratica viva di trasmissione e riconoscimento.