La mostra indaga connessioni interspecie, spiritualità e scambi transnazionali, tracciando una mappa dell’Eurasia al tempo dell’Impero mongolo in relazione alla Venezia nel XIII secolo. Le pratiche degli artisti fanno convergere tradizione e contemporaneità: Nomin Bold rielabora la pittura mongol zurag con scene vibranti che riflettono su scambio materiale e cultura urbana; Dorjderem Davaa utilizza materiali naturali e immaginari mitologici; Gerelkhuu Ganbold fonde folklore, videogiochi e fantascienza; Tuguldur Yondonjamts esplora eredità culturale, paleontologia ed ecologia. Ne emerge una visione della Mongolia come campo dinamico di relazioni, tra migrazione, coesistenza e resilienza.
Immagine in evidenza: Nomin Bold, Handmade wood masks, 2021, installation view – THE POOL NYC, Milan, 2022