Nauru, il più piccolo stato insulare del mondo, partecipa per la prima volta alla Biennale portando con sé una condizione di decenni di estrazione intensiva di fosfati che ne hanno compromesso il paesaggio e la sovranità, mentre l’innalzamento del livello del mare ne minaccia la stessa esistenza. Il Padiglione riunisce dieci artisti di altrettante nazioni per riflettere sulla scomparsa non solo di un territorio fisico, ma anche di memoria, identità e continuità culturale. Nauru non come caso remoto, ma come monito e come guida verso un futuro condiviso.
Immagine in evidenza: Tedo Rekhviashvili, Sea that Remembers, 2026