Un ritorno alle note più profonde della laguna, a ciò che rimane: il Padiglione Venezia costruisce un’esperienza sensoriale e narrativa che apre un campo di risonanza tra passato, presente e futuro. Il percorso si articola in una sequenza di ambienti che corrispondono a quattro dimensioni simboliche della città – sommersa, domestica, mitologica e collettiva. Tra concrezioni materiche che evocano paesaggi subacquei, sistemi sonori generativi e oggetti della vita quotidiana raccolti dagli abitanti (Diario Veneziano di Ilya ed Emilia Kabakov), Venezia si manifesta come un processo in atto, stratificato e instabile, sostenuto da memorie e trasformazioni continue.
Immagine in evidenza: Paolo Fantin con HFarm e Cisco Echo ©, Courtesy l’Artista