L’installazione esplora linguaggi marginalizzati e comunicazioni oltre l’umano, con focus sulla cultura sorda e sul concetto di “deaf gain”, ovvero la sordità vista non come deficit ma come risorsa culturale e cognitiva. Il progetto coinvolge il Choir in Motion, coro di performer sordi e udenti, e combina voce parlata, Lingua Internazionale dei Segni, canti di balene, ambiente subacqueo e coreografia collettiva per ridefinire i confini tra corpo, codici linguistici e percezione.
Immagine in evidenza: Liquid Tongues, 2026, video, courtesy of Zachęta – National Gallery of Art