Vibrazioni, microvariazioni e fenomeni sismici impercettibili diventano visibili su schermi e desktop digitali, rendendo i visitatori partecipi dell’instabilità che caratterizza costantemente il nostro mondo. In questo modo, l’installazione traduce l’invisibile in esperienza percettiva, mostrando come la tecnologia e la scienza possano farsi mediatrici della comprensione del reale. In questa prospettiva, Venezia e Lisbona si rivelano più che mai affini: città sospese su equilibri precari, costruite sull’incertezza e sulla continua negoziazione con i propri margini di stabilità.