Alla sua prima partecipazione, la Sierra Leone compie un gesto politicamente significativo: apre il proprio spazio a quattro artisti dell’area ECOWAS – Nigeria, Togo, Senegal e Benin – affiancandoli a artisti sierraleonesi e internazionali. Non una semplice mostra collettiva, ma una mappatura della complessità dell’Africa Occidentale, dove ogni voce porta una tonalità distinta per lingua, cultura e velocità di modernizzazione. Il progetto privilegia la profondità sull’accumulo, cercando nel dialogo tra opere contigue una rete di significati che superi confini imposti, dissolvendoli.
Immagine in evidenza: Móyòsóré Martins, Feed the machine, 2025 – Courtesy TrafficArts