Nel 1917, al confine nord-occidentale della Slovenia, l’esercito austro-ungarico costruì una moschea temporanea in legno per i soldati musulmani bosniaci impegnati sul fronte dell’Isonzo. Completamente smantellata dopo la guerra e riportata alla luce solo nel 2022 grazie a scavi archeologici, questa architettura “invisibile” diventa il fulcro del Padiglione. Attraverso la sua ricostruzione critica, il progetto riflette sulle relazioni sempre più stratificate e contraddittorie tra religione, guerra e potere politico tra il Novecento e i primi anni Duemila.
Immagine in evidenza: Field marking the mosque in Log pod Mangartom – Photo Neja Tomšič