(2025, USA, 112')
Dopo otto anni di silenzio cinematografico, la regista premio Oscar per The Hurt Locker torna in Concorso a Venezia con un thriller teso e lucido che intreccia geopolitica, tensione militare e dilemmi morali. Quando un missile nucleare colpisce il suolo americano senza alcuna rivendicazione, si scatena una frenetica caccia globale per identificare il responsabile. In un clima di paranoia crescente, l’amministrazione statunitense si trova costretta a decidere se rispondere, e come, senza innescare una guerra irreversibile. Una riflessione inquietante e attualissima sulla fragilità dell’equilibrio mondiale e sulla linea sottile tra sicurezza e catastrofe.
Autrice di uno stile visivo essenziale e immersivo, Bigelow torna oggi al Lido per la terza volta con un’opera che fonde il thriller politico alla riflessione etica, confermando il suo talento nell’esplorare le zone d’ombra del potere e della coscienza americana.
Kathryn Bigelow (San Pedro, California, 1951) è una delle voci più incisive e riconoscibili del cinema americano contemporaneo. Dopo aver esordito nel 1981 con The Loveless, si afferma negli anni ’90 con film come Point Break e Strange Days, esplorando territori di confine tra il genere e l’impegno sociale. Con The Hurt Locker (2008) vince sei Premi Oscar, tra cui Miglior Film e Miglior Regia — prima donna a ricevere questo riconoscimento. Nel 2012 conferma la sua potenza narrativa con Zero Dark Thirty, mentre Detroit (2017) indaga le ferite razziali dell’America.