(2025, Francia, 92')
Il film racconta la discesa volontaria – e insieme vertiginosa – di un uomo nel cuore della marginalità. Bastien Bouillon interpreta un fotografo affermato che, stanco della superficialità del mondo dell’arte, abbandona tutto per dedicarsi alla scrittura. Ma il desiderio di autenticità lo conduce a confrontarsi con la precarietà, l’isolamento e la lenta erosione della propria identità borghese. Un ritratto intenso e privo di compromessi su cosa significhi, oggi, pagare il prezzo della libertà.
Valérie Donzelli (Épinal, 1973) è regista, attrice e sceneggiatrice tra le figure più versatili del cinema francese contemporaneo. Esordisce alla regia con La reine des pommes (2009), ma è con La guerre est déclarée (2011) che ottiene il riconoscimento internazionale, presentando alla Semaine de la Critique di Cannes un’opera profondamente personale e stilisticamente audace. La sua carriera prosegue con titoli come Main dans la main (2012), Marguerite et Julien (in concorso al Festival di Cannes 2015), Notre Dame (2019) e Il coraggio di Blanche (presentato sempre a Cannes 2023). Nei suoi film, Donzelli esplora con sensibilità il corpo, la coppia, la malattia e la trasformazione dell’individuo, alternando leggerezza formale e profondità emotiva. In A pied d’œuvre, firma una riflessione intensa sull’identità, la rinuncia e il valore della libertà, confermando la sua capacità di reinventarsi film dopo film.
Daily 2025
Focus sulla regista Francese che presenta a Venezia "À pied d’oeuvre"