Il Brass più sperimentale, fortemente influenzato dall’Antonioni di Blow-Up, realizza un giallo/noir immerso nella psichedelia della Swinging London, contaminando il racconto cinematografico su più livelli. Il regista, dopo il suo brillante esordio con l’opera anarchica Chi lavora è perduto (In capo al mondo) del 1963, lascia lo stile documentaristico realista alla Nouvelle Vague per sperimentare vari stili e generi cinematografici, arrivando a mescolare pop art, fumetto e fotografia (in giovinezza Tinto Brass aveva frequentato la Cinémathèque française realizzando corti sperimentali astratti quali Spatiodynamisme del 1958). L’uso sapiente del colore viene alternato a sequenze in bianco e nero e a scritte onomatopeiche che richiamano la cultura pop. Guido Crepax realizza disegni e opere grafiche sia per le scenografie, sia per dotare il regista di una sorta di storyboard.






