(2025, USA, 117')
Se siamo venuti a conoscenza del massacro di civili inermi a Mỹ Lai nel Nord del Vietnam, delle violazioni e degli abusi di Abu Ghraib, delle operazioni segrete della CIA in Sudamerica e dell’uso di armi chimiche da parte dell’esercito americano negli anni ’50, lo dobbiamo ai reportage di denuncia di Seymour Hersh. Giornalista e scrittore americano, schivo e ossessivo, Hersh ha vinto il Pulitzer per le sue coraggiose inchieste. Il documentario, nel ricostruire una carriera segnata da alti e bassi, rilegge alcune pagine ‘scomode’ della storia americana della seconda metà del Novecento.
Documentarista, produttrice, regista impegnata e voce critica sull’America contemporanea, Laura Poitras (Boston, Massachusetts, 1964) ha ricevuto il Leone d’Oro alla Mostra di Venezia 79 per All the Beauty and the Bloodshed (2022), film sulla fotografa e attivista Nan Goldin, e l’Oscar nel 2015 per il documentario Citizenfour, sullo scandalo spionistico della NSA svelato da Edward Snowden. Tra le altre opere di rilievo: Risk (2016), documentario sul fondatore di WikiLeaks Julian Assange, e My Country, My Country (2006), sul periodo di occupazione militare americana in Iraq.
Scrittore, regista e produttore esecutivo statunitense, Mark Obenhaus ha vissuto per mesi con un gruppo di nomadi sulle autostrade americane documentandone la vita in Nomadenleben (1977). In Einstein on the Beach: The Changing Image of Opera (1985) ha invece indagato i processi creativi del compositore Philip Glass e del regista Bob Wilson. Ha prodotto Dangerous World: The Kennedy Years (1997), uno speciale basato in parte sui reportage di Seymour Hersh, e la serie ABC The Century (1999) con Peter Jennings. Tra i documentari che ha diretto e scritto: The Kennedy Assassination: Beyond Conspiracy (2003), Steep (2007), sul mondo dello sci estremo, e Dreamland (2011), che segue una giornata nella vita di un gruppo di californiani.