(2025, Russia, Italia, 305')
Documentario monumentale che si sviluppa su cinque ore, fondendo memoria storica, riflessione spirituale e narrazione sperimentale. Basato sui diari personali del regista, scritti dal 1961 al 1995, il progetto intreccia immagini d’archivio, filmati di propaganda sovietica e materiali cinematografici d’epoca, creando un affresco impressionista della Russia e del mondo nel secondo dopoguerra. Sokurov definisce l’opera una “biografia spirituale” che invita lo spettatore a sfogliare le pagine della storia come un libro simbolico ed evocativo.
Aleksandr Sokurov (Podorvikha, 1951) è uno dei più importanti cineasti russi contemporanei. Dopo aver studiato storia e cinematografia, ha iniziato la sua carriera nel documentario, affrontando temi di potere e memoria. Il suo primo lungometraggio, The Lonely Voice of Man (1978), fu censurato dalle autorità sovietiche. A Venezia ha ricevuto il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia per Faust (2011) e ha presentato Francofonia in Concorso nel 2015.