(2025, Ecuador, Messico, Francia, Spagna, 98')
Azucena, tredicenne, è costretta ad abbandonare il figlio neonato in un orfanotrofio a seguito di una gravidanza indesiderata. Diciotto anni dopo, quando i due si incontrano, Julio è ormai un adolescente. I loro corpi si somigliano ed è proprio su questi corpi e sul loro rapporto istintivo con la natura che Hiedra, primo film ecuadoriano in concorso a Venezia, pone tutta l’attenzione, esplorando il legame che unisce madre e figlio attraverso un’intimità fatta di sguardi, gesti e somiglianze. Un racconto sospeso tra desiderio, identità e riconoscimento.
Regista e sceneggiatrice ecuadoriana (Quito, 1987) impegnata nel rinnovamento e nella promozione del cinema ecuadoriano contemporaneo. Formatasi alla Universidad San Francisco de Quito, ha esordito nel 2016 con Alba, vincitore di numerosi premi, tra cui il Lions Film Award all’International Film Festival di Rotterdam e il Premio Speciale della Giuria nella sezione Horizontes Latinos del Festival di San Sebastián. Il suo secondo lungometraggio, La piel pulpo (2022), ha ricevuto diversi premi ai Colibrí Awards 2024 in Ecuador.
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