(2025, USA, Grecia, 27')
Seguendo due persone recentemente decedute che vagano per Atene come fantasmi, il film esplora la mortalità. Cosa significa staccarsi, dire addio; muoversi nel tempo, nella vita senza rimanerci incollati? Fotogiornalismo, filmati storici e vecchi filmati amatoriali, intrecciati al corpo del film, sottolineano come l’“adesso” diventerà l’“allora”, come noi che viviamo oggi diventiamo i fantasmi di domani.
Con queste parole il leggendario sceneggiatore e regista Charlie Kaufman racconta il suo cortometraggio How to Shoot a Ghost, un poema visivo e sonoro che segue per le strade di Atene i fantasmi di due giovani appena scomparsi: lui, un traduttore libanese queer; lei, una fotografa per metà irlandese. I due vagano insieme nella città, trovando consolazione nella difficile bellezza della vita e delle sue conseguenze, mentre il film riflette su memoria, mortalità e il passaggio tra passato, presente e futuro.
Sceneggiatore e regista di fama internazionale Charlie Kaufman (New York,1958) debutta come sceneggiatore con Essere John Malkovich (1999) di Spike Jonze, vincendo un BAFTA e ottenendo la prima nomination all’Oscar, seguita da Il ladro di orchidee (2002). Con Se mi lasci ti cancello (2004) vince l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale. Esordisce alla regia con Synecdoche, New York (2008) e nel 2015 conquista il Gran Premio della Giuria a Venezia con Anomalisa. L’ultimo suo lungometraggio è il visionario Sto pensando di finirla qui (2020, Netflix).
Daily 2025
Focus sul regista Americano presente a Venezia 82 con "How to shoot a ghost"