(2025, USA, Italia, 150')
Due epoche, due mondi, un solo mistero.
Nel XIV secolo, Dante Alighieri cerca rifugio in Sicilia per concludere la sua Commedia, tormentato dall’ispirazione che non arriva e da un destino che lo divora. Sette secoli dopo, a New York, uno scrittore (Oscar Isaac) viene chiamato ad autenticare un antico manoscritto che si dice essere l’originale dell’opera dantesca. Ma quando decide di sottrarlo ai suoi spietati committenti, inizia per lui un viaggio che lo porterà a confrontarsi con le sue ossessioni più profonde, in una vertiginosa discesa e ascesa tra inferno e paradiso.
Tra thriller esoterico e racconto visionario, In the Hand of Dante intreccia storia, finzione e spiritualità, guidato dalla forza di un immaginario radicale e personale.
Julian Schnabel (New York, 1951) è pittore, regista e sceneggiatore tra le figure più riconosciute dell’arte contemporanea americana. Dopo il debutto alla regia con Basquiat (1996), presentato in Concorso a Venezia, ha firmato opere acclamate come Before Night Falls (2000), premiato alla Mostra, e Lo scafandro e la farfalla (2007), vincitore a Cannes e candidato a quattro premi Oscar. Torna regolarmente al Lido con titoli come Lou Reed’s Berlin (2007), Miral (2010) e At Eternity’s Gate (2018), che ha regalato a Willem Dafoe la Coppa Volpi. Con In the Hand of Dante firma un’opera monumentale e stratificata, girata in gran parte in Italia, e tratta dal romanzo cult di Nick Tosches, con un cast di primo piano che conta tra i protagonisti anche Al Pacino.
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Il libro da cui è tratto il film di Julian Schnabel, "In the hand of Dante"