(2025, Italia, 131')
Sorrentino abbandona Napoli e la sua umanità barocca, intrisa di disincanto filosofico, per approdare alle atmosfere dilatate di Torino, la “città magica”, in quello che molti interpretano come un ritorno al rigore delle sue prime opere. Il progetto è avvolto da un riserbo quasi proverbiale, ma una certezza rimane: la prova, ancora una volta magistrale, di Toni Servillo.
Al cinema dal 25 dicembre al 1° gennaio 2026
L’esordio di Paolo Sorrentino (Napoli, 1970) nel lungometraggio è del 2001 con L’uomo in più, presentato a Venezia. Seguono Le conseguenze dell’amore (2004) e L’amico di famiglia (2006), entrambi in concorso a Cannes. Sempre a Cannes presenta Il divo (2008), che vince il Prix du Jury, This Must Be the Place (2011) e La grande bellezza (2013), premiato con l’Oscar, il Golden Globe, il Bafta e tre European Film Awards come miglior film straniero. Con Youth – La giovinezza (2015) ottiene altri tre EFA. Nel 2016 firma la serie culto The Young Pope, cui segue nel 2019 The New Pope. Dirige poi Loro (2018) e È stata la mano di Dio (2021), Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria e Premio Marcello Mastroianni a Venezia, vincitore di cinque David di Donatello e quattro Nastri d’Argento. Nel 2024 torna in concorso a Cannes con Parthenope.
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Cine-philo. Sguardi di Nicola Davide Angerame