(2025, Italia, 105')
Marta e Guido, due quarantenni separati, chiedono al tribunale la sentenza cosiddetta “giudiziale”, che stabilisca una volta per tutte i giorni in cui il loro unico figlio di otto anni dovrà trascorrere con l’uno o con l’altra. Legal-drama intenso, il film ricostruisce attraverso accurate perizie, durante le quali i protagonisti dovranno raccontare e raccontarsi, una lotta estenuante e ai limiti della resistenza. Uno scontro doloroso che non fa sconti né vincitori: nessuno sarà escluso, nemmeno il piccolo Andrea.
Regista, sceneggiatore e scenografo napoletano (nato nel 1940), esordisce con Vito e gli altri (1991), presentato e premiato alla Settimana della Critica di Venezia, ottenendo anche un Nastro d’argento come miglior regista esordiente. Torna più volte a Venezia: in Concorso con Pianese Nunzio, 14 anni a maggio (1997), Luna rossa (2001) e I vesuviani (1998); alle Giornate degli Autori con L’amore buio (2010) e nuovamente alla Settimana della Critica con Bagnoli Jungle (2015). È presente anche a Locarno con Polvere di Napoli (2000) e La guerra di Mario (2005), e al Torino Film Festival con Il buco in testa (2020).