Da bambina, nel suo villaggio del Bengala Occidentale, la regista conosceva una donna di nome Ameena, costretta a lavorare per ripagare un debito, che un giorno le confidò di non dormire mai con il marito perché lui «non la portava con sé». Quella frase, compresa solo molti anni più tardi, è diventata il seme di questo film. Trasportata in una Mumbai immaginaria, la vicenda di Ameena si moltiplica in quattro esistenze ai margini della città: un marito che nasconde la propria omosessualità, una moglie che vuole essere vista, un ladro in cerca di accettazione e un protettore, tutti mossi dallo stesso bisogno urgente di scegliere finalmente la propria libertà.
Cresciuta a Narayanpur, nel Bengala Occidentale, e laureata in letteratura inglese, Anuparna Roy (1994) ha lavorato in un call center e come venditrice nel settore IT a Mumbai, prima di entrare nel cinema come aiuto regista nel 2023. Nel 2025 debutta nel lungometraggio con Songs of Forgotten Trees, presentato in Orizzonti, prima regista indiana a vincere il premio per la migliore regia della sezione. Lovers in the Blue Night è il suo secondo film consecutivo a Venezia.






