Allen Nelson (Rodney Hicks), afroamericano cresciuto tra povertà e discriminazione, si arruola nei Marines a diciott’anni e nel 1966 viene inviato in Vietnam, dove impara a uccidere senza esitazione. Tornato negli Stati Uniti con un grave disturbo post-traumatico, perde famiglia, lavoro e casa. L’incontro con lo psichiatra Neil Daniels (Geoffrey Rush) gli offre una possibilità di cura. Dal racconto autobiografico di Nelson, Tsukamoto affronta la guerra dalla prospettiva di chi ne porta la colpa e le ferite.
Regista, sceneggiatore, attore e produttore, fra le voci più radicali del cinema giapponese contemporaneo, Shinya Tsukamoto (Tokyo, 1960) esercita un controllo totale sui propri film, girati spesso con mezzi ridottissimi e un’energia visiva di rara intensità. Con Tetsuo (1989), destinato a segnare il cinema di genere internazionale, inaugura una poetica che esplora corpi, violenza e alienazione con un’energia fisica inconfondibile. Tra i suoi film più rilevanti: Tokyo Fist (1995), Bullet Ballet (1998), A Snake of June (2002) e Fires on the Plain (2014). Profondo il legame con Venezia. A Snake of June (2002) vince il Premio della giuria in Controcorrente. Torna in Laguna nel 2004 con Vital e nel 2009 con il terzo capitolo della trilogia di Tetsuo, The Bullet Man. Kotoko (2011) vince il Premio Orizzonti, Fires on the Plain (2014) e Killing (2018) sono in Concorso, Shadow of Fire (2023) in Orizzonti.






