(2025, Ucraina, USA, 117')
Il film, che segna il ritorno al documentario del regista ucraino Alexander Rodnyansky, condannato in contumacia a otto anni per le sue dichiarazioni contro l’invasione dell’Ucraina, mescola filmati famigliari, archivi della Seconda guerra mondiale, documentari e film scientifici del suo mentore Felix Sobolev, esplorando eventi chiave della storia ucraina e presentandosi come una personale controstoria dell’Unione Sovietica.
Alexander Rodnyansky (Kiev, 1971) è un regista, produttore e sceneggiatore ucraino naturalizzato russo, tra le figure più influenti dell’audiovisivo dell’Europa orientale. Dopo diversi documentari incentrati sulla dissoluzione dell’Unione Sovietica, ha fondato la rete ucraina 1+1 e diretto CTC Media in Russia, modernizzando l’industria televisiva. Come produttore, ha collaborato con registi come Andrey Zvyagintsev. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina, ha preso posizione contro la guerra, subendo condanna in contumacia.
Andriy Alferov è un critico cinematografico e regista ucraino, membro dell’Accademia nazionale del cinema dell’Ucraina. Autore e conduttore di “Cinema con Alferov” su Radio Vesti, ha scritto per testate come Kommersant e Izvestia Ucraina e fondato i cinema club A KINO e No Name. Nel 2024 ha presentato Dissident, realizzato con Stanislaw Gurenko, al Festival del Cinema di Torino, ottenendo una menzione speciale.