(2025, Argentina, USA, Messico, Francia, Paesi Bassi, Danimarca, 119')
Il documentario ricostruisce l’omicidio di Javier Chocobar, leader della comunità indigena Diaguita, ucciso nel 2009 nella provincia di Tucumán da uomini bianchi intenzionati ad appropriarsi delle terre indigene per sfruttarle in chiave mineraria. Attraverso le riprese del crimine, le testimonianze e il processo giudiziario, il film rivela una ferita che affonda le sue radici nel passato coloniale, che continua a sanguinare nel presente. Girato in più Paesi dell’America Latina, Nuestra Tierra intreccia memorie e lotte contemporanee, restituendo la persistenza di un sistema che, dietro nuove forme, perpetua antiche ingiustizie.
Tra le voci più riconoscibili e influenti del cinema latinoamericano Lucrecia Martel (Salta, Argentina, 1966) ha esordito con La ciénaga (2001) in concorso a Berlino, seguita da La niña santa (2004) e La donna senza testa (2008), entrambi in concorso a Cannes. Nel 2017 ha presentato Zama Fuori Concorso a Venezia, accolto con entusiasmo dalla critica internazionale.
Autrice anche di cortometraggi come Muta (2012) e Camarera de piso (2022), Martel è stata membro di giuria a Venezia 65 nel 2008 per poi tornare come presidente di giuria del Concorso nel 2019. Nuestra Tierra è il suo primo documentario, frutto di anni di lavorazione.