(2025, Ungheria, Regno Unito, Germania, Francia, ')
Budapest, primavera 1957: un anno dopo il fallimento della rivoluzione ungherese, il dodicenne ebreo Andor, cresciuto dalla madre con racconti idealizzati del padre scomparso, vede il suo mondo crollare quando un uomo brutale si presenta alla loro porta sostenendo di essere il suo vero padre. Il ragazzo rifiuta con fermezza questo intruso, e mentre la distanza tra madre e figlio si allarga, Andor decide di salvare la sua famiglia a qualunque costo. Ispirato alla storia famigliare del regista László Nemes, il film mescola trauma infantile e tensione post-rivoluzionaria in un dramma viscerale che esplora le ferite del dopoguerra.
László Nemes (Budapest, 1977) è un regista e sceneggiatore ungherese. Ha esordito con Il figlio di Saul (2015), che ha vinto il Grand Prix a Cannes e l’Oscar per il miglior film straniero – uno dei maggiori riconoscimenti internazionali per il cinema ungherese. Con Tramonto (2018) ha confermato il suo stile visivamente potente. Con Orphan (2025), ambientato nel dopo-rivoluzione del ’56 a Budapest, torna a esplorare traumi storici e memoria famigliare con uno sguardo inedito e profondo.