(2025, Regno Unito, 114')
Nel silenzio sospeso di un remoto villaggio di pescatori, un’imbarcazione riemerge dalle acque e si ferma nel porto: è la Rose of Nevada, scomparsa misteriosamente trent’anni prima insieme a tutto l’equipaggio. Per alcuni degli abitanti è un segno, la speranza che il villaggio possa tornare a prosperare dopo tanta miseria. Nick, giovane padre, e Liam, uomo in fuga dal proprio passato, accettano un lavoro a bordo. Il viaggio sembra promettere l’agognato riscatto, ma al ritorno qualcosa si incrina: nulla è come prima, e nessuno sembra più riconoscerli. Un racconto marino ipnotico che affonda nel mistero, tra memoria, identità e un tempo che non restituisce mai esattamente ciò che prende.
Mark Jenkin (Newlyn, 1976) è regista, sceneggiatore, montatore e musicista. Insegna alla Falmouth University ed è noto per il suo approccio artigianale al cinema, legato alla pellicola e ai paesaggi della natia Cornovaglia, presenza costante nel suo immaginario. Con Bait (2019) ha vinto il BAFTA per il miglior esordio di uno sceneggiatore, regista o produttore britannico, affermandosi come autore di culto. Dopo il folk thriller Enys Men (Cannes 2022), Rose of Nevada prosegue la sua indagine poetica e radicale sui territori della memoria e della percezione, in un paesaggio dove il confine tra reale e irreale si fa sottile quanto la linea dell’orizzonte.
Daily 2025