(2025, Italia, 115')
Un ritratto di Napoli in bianco e nero, tratteggiato dopo un periodo di tre anni trascorso in città, per carpirne tutte le possibili sfumature. Affetto, filosofia, ironia: Napoli è un mosaico che mette fianco a fianco tessere diversissime tra loro, che tuttavia quando vengono guardate dalla distanza giusta restituiscono un disegno dal quale è impossibile distogliere lo sguardo. Lo sguardo di Rosi si spinge fino a Pompei ed Ercolano, Torre Annunziata e Campi Flegrei per testimoniare e regalare allo spettatore il brulicare di un territorio inquieto per definizione, emotivamente e geologicamente tellurico.
Regista e documentarista italiano tra i più stimati e premiati, Gianfranco Rosi ha vissuto a Venezia uno dei crocevia fondamentali della propria carriera, vincendo il Leone d’Oro nel 2013 con Sacro GRA. Fuocoammare, suo documentario del 2016 dedicato a Lampedusa e agli sbarchi dei migranti, ha vinto l’Orso d’Oro a Berlino e gli è valso la prima nomination agli Oscar per il miglior documentario. Torna a Venezia dopo cinque anni, presente nel 2020 in Concorso con Notturno, ambientato sui confini tra Siria, Iraq, Kurdistan e Libano.