(2025, Francia, 226')
Un boato scuote Marsiglia. Tra la polvere e le macerie di un edificio crollato, emerge un unico sopravvissuto: Malik El Djebena, adolescente di origini comoriane, il cui stomaco è pieno di ovuli di cocaina. L’arresto lo conduce alle Baumettes, carcere duro dove le regole si scrivono con la forza. Qui, Malik, gracile adolescente, impara a muoversi tra clan e minacce, trasformando la propria vulnerabilità in strategia.
Ma il suo orizzonte va oltre la sopravvivenza: passo dopo passo, diventa leader di un nuovo ordine, profeta di un potere che nasce dalla strada. Con questa serie, Enrico Maria Artale riprende e reimmagina il film culto di Audiard in una serie di formazione, violenza e visioni, scritta con gli autori dell’originale.
Regista e sceneggiatore romano, si forma al Centro Sperimentale di Cinematografia. Esordisce al lungometraggio con Il terzo tempo (2013), presentato a Venezia in Orizzonti e premiato con il Pasinetti Opera Prima. Alterna cinema e serialità televisiva, dirigendo documentari (Saro), serie (Sanctuary e Romulus) e film in cui unisce realismo e tensione emotiva, spesso esplorando legami familiari e identità in bilico. Nel 2023 torna alla Mostra con El paraíso, vincitore del Premio Orizzonti per la migliore sceneggiatura. Un Prophète segna il suo debutto nella serialità internazionale.