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Il latte dei sogni

21 giugno 2025

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18 giugno 2022
Dopo il successo della sua prima edizione alla direzione, con Theatre is Body – Body is Poetry – omaggio alla leggendaria Biennale del ’75 di Ronconi – Willem Dafoe torna a Venezia con il 54. Festival Internazionale del Teatro, in scena dal 7 al 21 giugno 2026.
Il titolo scelto per questa edizione è ALTER NATIVE: non una parola sola, ma una tensione tra due poli. Alter come trasformazione, come alterità; native come radice, come cultura d’origine. Un invito a riscoprire il teatro là dove ancora pulsa nella sua forma più autentica, lontano dai circuiti istituzionali e commerciali dell’Occidente, nelle crepe in cui – come dice Dafoe – «risiede l’arte realmente unica, non nella levigatezza».
Il Leone d’Oro alla carriera 2026 va alla regista e autrice Emma Dante, voce potente e inconfondibile del teatro italiano, capace di portare sulla scena la sua Sicilia con coraggio e urgenza emotiva. Per la Biennale Teatro presenterà una nuova creazione: I fantasmi di Basile, ispirata alle fiabe de Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile.
Il Leone d’Argento è assegnato al giovane regista greco-albanese Mario Banushi, classe 1998, già protagonista della scena europea con la sua Romance Familiare – una trilogia composta da Ragada, Goodbye Lindita e Taverna Miresia – presentata per la prima volta integralmente, in coproduzione con la Fondation Cartier pour l’art contemporain.
Il programma abbraccia un orizzonte geografico e culturale vastissimo: dall’India di Sharmila Biswas con Mischief Dance, reinvenzione della danza Odissi, all’Indonesia del collettivo Bumi Purnati con due opere tratte da leggende del XIX secolo; dal Ruanda di Dorcy Rugamba con HEWA RWANDA, commovente tributo teatrale alle vittime del genocidio tutsi, al Giappone di Satoshi Miyagi con un Mugen-Noh Othello.
E ancora: la Grecia con il concerto-spettacolo Cries al Teatro Verde sull’Isola di San Giorgio, il regista samoano Lemi Ponifasio con Star Returning: Venice, e un evento speciale con la straordinaria cantante del Benin Angélique Kidjo.
Tornano anche due voci italiane: Davide Iodice con Promemoria, progetto realizzato con i residenti della casa di riposo San Giobbe di Venezia, e Silvia Costa con la versione definitiva di Tacet di Jacopo Giacomoni. In omaggio a Robert Wilson, l’Archivio della Biennale allestirà una mostra nella Sala delle Colonne.
Parte integrante e vitale del festival è la Biennale College Teatro: oltre agli spettacoli delle scuole di teatro (Paolo Grassi di Milano, Teatro Stabile del Veneto e Teatro Nazionale di Napoli), debutta quest’anno un nuovo College per attori e attrici under 30 – 11 performer selezionati con bando internazionale – con un programma mensile guidato a rotazione da Simon McBurney, Silvia Costa, Evangelia e Mary Randou e dallo stesso Willem Dafoe. Proseguono inoltre i corsi di drammaturgia con Fabrizio Sinisi e il workshop di critica teatrale con Roberta Ferraresi e Massimo Milella.