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Che cosa chiamiamo talento? È un dono raro, che appartiene a pochi, o piuttosto un’attitudine che tutti possiedono in forme diverse, capace di manifestarsi nei gesti quotidiani così come nelle grandi imprese creative? Da secoli si discute di talento, lo si cerca nei bambini e lo si misura nei curriculum, lo si celebra come virtù eccezionale o lo si confonde con successo e visibilità. Eppure, al di là delle definizioni, il talento sembra coincidere con la capacità di trasformare l’immaginazione in qualcosa di concreto, di dare forma a ciò che altrimenti resterebbe invisibile.
È a partire da questa riflessione che la settima edizione del Festival delle Idee sceglie il tema Immagina. La via dei Talenti, un doppio filo conduttore che attraverserà oltre quaranta appuntamenti dal 16 settembre al 30 ottobre tra Venezia e Mestre. Ideato da Marilisa Capuano per l’Associazione Futuro delle Idee, il Festival rinnova la sua vocazione a essere spazio di incontro e confronto.
Dopo le 25mila presenze della scorsa edizione, la manifestazione amplia la rete di sedi coinvolte: Fenice, Malibran, Teatro Goldoni, Toniolo M9, Piazza Ferretto, Scuola Grande di San Marco, Ateneo Veneto, La Casa di The Human Safety Net alle Procuratie Vecchie, Biblioteca Civica Vez e la nuova Emeroteca dell’Arte a Mestre.
Scrittori come Alessandro D’Avenia, Jan Brokken, Giorgio Montefoschi e Chiara Barzini, filosofi e psicoanalisti come Umberto Galimberti, Massimo Recalcati e Raffaele Morelli, Vittorio Lingiardi, figure del teatro, del cinema e dello spettacolo come Mario Martone, Gabriele Vacis, Luigi Lo Cascio, Paolo Ruffini, musicisti come Dardust, Francesco Bianconi, Dimartino, Mario Venuti: ognuno porterà il proprio sguardo, intrecciando discipline e linguaggi diversi. Accanto a loro, divulgatori scientifici come Jacopo Veneziani, Guido Tonelli e Vittorio Baraldi, giornalisti come Federico Buffa e Luigi Contu, Francesca Fagnani, Giuseppe Cruciani, artisti come Michelangelo Pistoletto. Un coro di voci che, pur lontane tra loro, si incontrano nel terreno comune delle idee.
Tra le novità di quest’anno, la nascita di un podcast con contenuti dedicati, una sezione rivolta alla musica e uno sguardo più internazionale, con la partecipazione di ospiti stranieri. Al centro rimane sempre l’essere umano, con le sue domande e le sue fragilità, ma anche con la capacità di generare bellezza e visione.
Incontri, dialoghi, letture, concerti, performance e spettacoli compongono così un mosaico che non cerca risposte definitive, ma suggestioni e nuove possibilità. Perché il talento, forse, non è altro che la forma in cui l’immaginazione si traduce quando trova il coraggio di essere condivisa.