Amina Saoudi Aït Khay apprende sin da giovane l’arte tradizionale maghrebina del telaio, che rinnova in seguito grazie a una sensibilità cromatica sviluppata attraverso la pittura su seta, integrando nelle sue composizioni tessili anche i motivi dell’astrazione moderna. Le sue opere nascono da un dialogo con i materiali – soprattutto la lana — tinti con pigmenti naturali come melograno, henné e curcuma, in un processo intuitivo e attento che si lascia guidare dalle qualità stesse delle sostanze. Affiorano così paesaggi e memorie legate tanto al suo passato in Marocco quanto al suo presente in Tunisia.