Lo studio di Davis si trova all’interno di un’azienda lattiero-casearia ancora in attività, che nel XVII secolo operava come piantagione di canna da zucchero. In questo contesto sviluppa una pratica ibrida che riflette criticamente sulle economie storiche e sull’eredità coloniale della piantagione, esplorando questi temi attraverso disegni, fotografie, installazioni e processi site-specific, ma anche mediante programmi pedagogici che intrecciano natura, arte e agricoltura.