L’ubungoma, aspetto centrale della spiritualità africana, legato alla divinazione e all’intermediazione con gli antenati come forma di guarigione, è al centro della pratica di Buhlebezwe Siwani, in cui rito e gestualità performative si fondono in dimensioni installative e video. Al centro si colloca il corpo femminile nero, inteso come soggetto, medium e campo di forze. Il lavoro si radica nell’indagine della spiritualità africana e nelle sue tensioni con il cristianesimo, affrontando le eredità della colonizzazione e il modo in cui queste continuano a modellare identità , credenze e rappresentazioni.