Fare arte diventa per Carolina Caycedo una forma di attivismo ambientale volta ad affermare i principi di una giustizia sociale attenta alla tutela dei diritti delle comunità indigene e degli ecosistemi. Ha analizzato l’impatto dei sistemi estrattivi, della costruzione di grandi dighe, della deforestazione, dei conflitti territoriali e della privatizzazione delle risorse idriche. La sua ricerca si concentra sui concetti di ecofemminismo e memoria storico-collettiva, ricostruendo genealogie femminili per evidenziare il ruolo delle donne nella cura e nella difesa dei beni naturali comuni.