Le sculture e installazioni di Kennedy Yanko, costruite con metalli di recupero e pelli verniciate, danno forma a strutture tese, sensuali e quasi anatomiche. Superfici pittoriche solidificate si trasformano in materia flessibile, mentre elementi rigidi e pesanti vengono saldati, piegati e assemblati in configurazioni che destabilizzano i concetti di gravità ed equilibrio. Un crescente riconoscimento istituzionale, tra mostre museali e importanti collezioni internazionali, accompagna una ricerca che insiste sulla continua possibilità di rigenerazione della materia e dello sguardo.