Presente sia alla mostra ufficiale sia con un’installazione nel Padiglione Australia ai Giardini, Khaled Sabsabi sviluppa una ricerca segnata dal trauma della guerra, vissuto in giovanissima età quando, con la famiglia, fugge dal conflitto civile in Libano. Sabsabi realizza soprattutto installazioni immersive, con cui esplora la manipolazione mediatica della violenza, ma anche la complessità delle religioni – in particolare il sufismo – e le questioni legate all’identità arabo-musulmana, alle migrazioni e alla giustizia sociale.