Nel progetto condiviso di María Magdalena Campos-Pons e Kamaal Malak convergono performance, suono, spiritualità, installazione e memoria diasporica. La ricerca di Campos-Pons, da sempre attenta a temi quali schiavitù, migrazione, genealogia e ritualità, incontra qui una dimensione sonora e relazionale che espande l’opera come spazio di invocazione e incontro. Insieme costruiscono lavori in cui voce, corpo, acqua e terra si fanno strumenti per rimettere in circolo memoria, appartenenza e possibilità di cura.