Attraverso una peculiare tecnica di collage, Mohammed Joha rielabora una pratica tradizionale trasformandola in una metafora di rottura e riassemblaggio. Colori intensi, forme drasticamente semplificate e materiali di recupero – come vecchi tessuti, brandelli di carta da parati, cartoni e plastiche – danno vita a planimetrie e installazioni complesse che richiamano ambienti distrutti. Il suo lavoro visualizza così una condizione di precarietà e una forma di “presenza nell’assenza”. Ponendo la situazione palestinese al centro della propria ricerca, la sua partecipazione alla Biennale si afferma come una testimonianza politica.
Immagine in evidenza: No Shelter 06, 2025–26, textile, stitching, paper collage, pen on canvas, 140 x 140 cm
Courtesy the artist