Il miniaturismo di Mohammed Z. Rahman si configura come un’indagine socio-antropologica del domestico, inteso come strumento per leggere appartenenza, classe, processi di razzializzazione e trasmissione affettiva. Ma è anche una lettera d’amore all’East End in cui il cibo viene rappresentato come veicolo di “parentela interdiasporica e solidarietà”. La sua pratica, ampia e trasversale, tiene insieme immagine e parola senza gerarchie formali, muovendosi tra pittura, installazione, scultura, illustrazione, zine, poesia e scrittura saggistica. Ne emerge un lavoro che esplora il cibo, la cucina e l’ospitalità come eredità della generosa cultura islamica.