Tra i protagonisti più attivi della scena underground di Beirut, Raed Yassin sviluppa una pratica che attraversa musica e arti visive. In quest’ultimo ambito analizza la relazione tra memoria personale e storia collettiva, spesso filtrata attraverso la cultura pop. Le sue opere costruiscono una mitologia del presente, contaminata da rimandi alla cultura del passato, al cinema e alla musica araba, senza trascurare temi di forte impegno civile, come i conflitti dell’area mediorientale.