Nato nella famiglia reale Yawnghwe, esiliata in seguito a un colpo di Stato, l’artista birmano sviluppa una pratica tra pittura e installazione che mette in relazione storia familiare e vicende politiche del Myanmar. Attraverso l’analisi di immagini d’archivio e dispositivi pittorici, il suo lavoro mette in discussione i limiti della documentazione storica e rielabora dinamiche legate al traffico di droga, agli eserciti rivoluzionari e alla violenza di Stato, nel tentativo di rendere leggibile una realtà politica profondamente complessa.