Cucire e ricucire

Roberto Cicutto e Lesley Lokko chiudono la 18. Biennale Architettura
di Marisa Santin
Finissage Biennale Architettura

Si è conclusa il 26 novembre la 18. Biennale Architettura, una Mostra che per la prima volta ha acceso i riflettori sull’Africa, sulla sua diaspora e sui temi della decolonizzazione e della decarbonizzazione. Le presenze complessive nei sei mesi sono state 285mila, di cui più del 30% giovani e studenti.

Anche se, come ha affermato la curatrice Lesley Lokko, «il banco di prova di qualsiasi mostra non è solo il numero di biglietti venduti», in casa Biennale è arrivata l’ora di tirare le somme e tradurre in cifre questi sei mesi di esposizioni ed eventi che, fra i Giardini, l’Arsenale e le diverse location in città, hanno tentato di riempire alcune ‘pagine mancanti’ della storia dell’architettura.

Mi piace pensare – e solo il tempo ci dirà se è un’ipotesi ragionevole – che questa mostra sia stata ricca di fili, se non addirittura di arazzi, e che la sua eredità sia l’impulso a continuare a fare, cucire, ricucire, dire, formulare nuove idee sulla nostra professione, sul suo posto e sulla sua importanza nel mondo dei pensieri e delle cose, arricchendo i discorsi dove può, sostituendo dove dovrebbe, riparando dove è necessario e sostenendo e difendendo ciò che è prezioso. Lesley Lokko

Pubblico e interesse mediatico

Sono stati 285mila i biglietti venduti ai quali si aggiungono le oltre 14mila presenze durante i giorni di pre-apertura. I dati emersi rendono conto sia del grande coinvolgimento mediatico internazionale che la Biennale Architettura ha saputo ancora una volta suscitare (oltre 2.500 i giornalisti accreditati solo nei giorni di vernissage, più di 5 milioni di visualizzazioni di pagina sul sito web nei sei mesi di esposizione), sia della crescente presenza di giovani e studenti, che hanno rappresentato il 38% del pubblico complessivo.

Il programma didattico di Biennale College Architettura

La 18. Biennale Architettura ha segnato anche un’altra ‘prima volta’, quella di Biennale College Architettura. Nel corso di quattro settimane tra giugno e luglio il programma didattico curato in prima persona da Lesley Lokko ha abbinato 15 docenti internazionali e 49 tra studenti, laureati, accademici e professionisti emergenti provenienti da tutto il mondo, scelti da una rosa di 986 candidature.

I temi decolonizzazione e decarbonizzazione si sono allargati a molti aspetti della società civile, anche in quei paesi che sembravano esserne “al riparo” o meno esposti. Roberto Cicutto

Finissage Biennale Architettura
Ph. Andrea Avezzù. Courtesy La Biennale di Venezia

Biennale Sessions e il coinvolgimento delle università

Per il tredicesimo anno consecutivo, il progetto Biennale Sessions, rivolto a Università, Accademie di Belle Arti, istituzioni di ricerca e formazione nell’ambito dell’architettura, delle arti visive e settori correlati, ha agevolato la partecipazione di gruppi di studenti e docenti alla Mostra. La presenza è stata significativa, coinvolgendo 91 università, di cui 34 italiane e 57 straniere, e oltre 4.200 studenti.

L’impegno per il contrasto al cambiamento climatico

La 18. Mostra Internazionale di Architettura è stata la prima grande Mostra di questa disciplina a sperimentare sul campo un percorso per il raggiungimento della neutralità carbonica. Prosegue così l’impegno di sensibilizzazione e comunicazione sul tema della salvaguardia ambientale da parte della Biennale, che nel 2022 ha ottenuto la certificazione di neutralità carbonica per tutte le proprie manifestazioni svolte durante l’anno, grazie a una accurata raccolta dati sulla causa delle emissioni di CO2 generate dalle manifestazioni stesse (in gran parte determinate dalla mobilità dei visitatori) e all’adozione di misure conseguenti.

Adriano Pedrosa
Adriano Pedrosa, ph. Andrea Avezzù, courtesy La Biennale di Venezia

Verso la Biennale Arte 2024

Le porte dei Giardini e dell’Arsenale si sono chiuse in attesa del prossimo grande evento che rianimerà questi due luoghi iconici della città con nuovi temi e nuove suggestioni. Dal 20 aprile al 24 novembre Venezia accoglierà la 60. Esposizione Internazionale d’Arte curata dal brasiliano Adriano Pedrosa. Con un progetto già presentato in nuce alla stampa, dal titolo Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere, Pedrosa sposta l’attenzione su un’altra diaspora, quella che vede accomunati gli artisti «immigrati, espatriati, diasporici, émigrés, esiliati e rifugiati, in particolare coloro che si sono spostati tra il Sud e il Nord del mondo».

La stessa Biennale Arte, in quanto evento internazionale con numerose partecipazioni ufficiali da parte di diversi Paesi ha sempre rappresentato una piattaforma per mettere in mostra opere di stranieri provenienti da tutto il mondo. Così, la Biennale Arte 2024 sarà una celebrazione dello straniero, del lontano, dell’outsider, del queer e dell’indigeno. Speriamo di accoglierli tutti a Venezia nel 2024. Adriano Pedrosa

La Mostra si concentrerà anche sull’accezione più ampia e universale del termine “straniero”, arrivando a toccare il concetto di “estraneità”, condizione comune di ogni individuo rispetto all’altro da sé, a prescindere dalla sua ubicazione.

Anna Maria Maiolino e Nil Yalter, Leoni d’Oro alla Carriera 2024

In questo quadro si inserisce la scelta di Pedrosa di attribuire il Leone d’Oro alla Carriera a «due straordinarie e pionieristiche artiste, nonché migranti, che incarnano in molti modi lo spirito di Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere: Anna Maria Maiolino (Scalea, Italia, 1942; vive a San Paolo, Brasile), emigrata dall’Italia al Sud America, prima in Venezuela e poi in Brasile, dove oggi vive, e Nil Yalter (Cairo, Egitto, 1938; vive a Parigi, Francia), turca, trasferitasi dal Cairo a Istanbul e infine a Parigi, dove risiede».

Per la 60. Biennale Arte Maiolino presenterà una nuova opera di grandi dimensioni che prosegue e sviluppa la sua serie di sculture e installazioni in argilla, mentre Yalter presenterà una riconfigurazione della sua innovativa installazione Exile is a hard job, insieme alla sua iconica opera Topak Ev (1973), collocata nella prima sala del Padiglione Centrale dei Giardini. Entrambe le artiste partecipano per la prima volta alla Biennale Arte di Venezia.

Foto in evidenza: Lesley Lokko, Roberto Cicutto, LionHeart. ⓒ Jacopo Salvi, Courtesy La Biennale di Venezia

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