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Buon Compleanno FSFC

10 anni e mille diversi sguardi sulla Sardegna
di Redazione VeNews
  • martedì, 6 settembre 2022

Un racconto surreale da cui emerge la varietà di linguaggi e di visioni che Fondazione Sardegna Film Commission offre agli autori, ai registi e al pubblico. Buona lettura!

Un racconto
di Odin [Fabrizio Lo Bianco]

Riceviamo e non tanto volentieri pubblichiamo questa lettera dal contenuto scottante e forse inopportuno, considerato anche il momento di grave instabilità politica internazionale. Dopo esserci confrontati nella nostra redazione, abbiamo ritenuto comunque un dovere dare priorità al diritto del pubblico di conoscere i fatti e costruirsi una propria opinione. Su richiesta dell’autore, il pezzo è firmato con uno pseudonimo per garantire la sua incolumità.

Spettabile Sardegna Film Commission,
quando leggerete questa lettera è probabile che io mi trovi ormai in una landa nascosta in compagnia di Michael Jackson, Elvis Presley e John Lennon. Il motivo è semplice: sono venuto a conoscenza di un piano dell’Agenzia per la Sicurezza EuroAtlantica finalizzato a scoprire il segreto del successo del film, ormai leggendario, L’uomo che comprò la Luna.
Ammetto di essere un hacker con discrete capacità di intrufolarmi nei sistemi informatici, ma in questa occasione è stato un puro colpo di fortuna (o di sfortuna, a seconda di come la si vuol vedere): stavo scambiando delle ricette di cucina sarda sulla chat “Culurgiones che nessuno vi racconterà mai” quando un utente, dopo avermi inviato delle domande sulle varianti isolane di questo piatto, per errore ha copincollato un messaggio evidentemente destinato a un’altra chat. L’utente in questione, registrato come Dino, ha repentinamente cancellato il post, ma io – avendo intuito che quel testo conteneva qualcosa di compromettente – ho fatto in tempo a scattare uno screenshot. Riporto qui di seguito il testo.

Agente Pino,
mi sto a fa’ du’ palle così con le varie chat di sardegnoli convinti di essere il centro del mondo e ho poco tempo da dedicarti. Comunque, in sintesi, eccoti il brief:

1) Il film intitolato L’uomo che comprò la Luna di tale Zucca Paolo con Cullin Jacopo, Urgu Benito, Pannofino Francesco, Fresi Stefano, Ristovski Lazar e Molina Ángela, distribuito in una dozzina di sale cinematografiche tra la Sardegna e il “Continente” ha fatto registrare la miglior media per copia distribuita alla faccia dei colossal dei Nostri Committenti. Un affronto che ha provocato momenti di paura e delirio a Hollywood. E non solo. Una task force di analisti di borsa è dovuta intervenire per impedire il crollo delle piazze di New York, Londra e Tokyo;

2) Nel frattempo, per porre rimedio a questo inspiegabile gap, il Bureau for EuroAtlantic Security chiede due cose:

1.  scoprire le sofisticate strategie di marketing alla base di tale inspiegabile successo;
2.  impedire a questi cervelli di ragionare (tradotto per te, Pino: dobbiamo far fuori i responsabili di ’sto film sul pescatore sardegnolo che si compra la Luna).

Forse non è superfluo ricordarti che la missione è top secret e il protocollo è molto permissivo riguardo all’uso di tutti i mezzi, leciti e illeciti, per raggiungere l’obiettivo.
Salutame a soreta, Pi’, torno a chattare con i trogloditi.

Ecco, questo era il contenuto.
Resomi conto della gravità della faccenda, ero tentato dal denunciare subito il complotto… sì, ma a chi? Di chi mi sarei potuto fidare? Frattanto che cercavo una soluzione a questo dilemma, ho usato le mie competenze informatiche per risalire all’utente Dino ed entrare nei suoi device. Ho avuto qualche difficoltà all’inizio, ma una volta scoperto che per tutti i dispositivi usava la medesima password, “arbitromureno”, ho potuto seguire gli sviluppi del loro piano e decrittare le cartelle sui principali indiziati, i nostri conterranei Zucca, Urgu e Cullin.
Allego le schede di cui sono venuto in possesso in modo che possiate farle pervenire agli interessati e così possano tutelarsi.

Indiziato n. 1:
Zucca Paolo, luogo di nascita conteso tra Cagliari (fonte: Wikipedia) e Oristano (fonte: un vicino di casa), anno 1972. Il soggetto ha indubbie qualità autoriali nell’arte cinematografica (fonte: Anica), ha padronanza delle più sopraffine tecniche di sceneggiatura ma se la cava anche come piazzista di libri (fonte: i corsisti delle sue masterclass). Per L’uomo che comprò la Luna ha ammesso un debito con Asterix in Corsica che ci risulta essere un (o una) graphic novel di discreta fama tra gli sfigati che leggono fumetti.

Indicazioni operative:
a) Operazione Calderoli: reperire e bruciare tutte le copie di Asterix e qualsiasi altro popolo presenti nelle biblioteche e librerie dell’isola; idem per Il viaggio dell’eroe dello studioso nomato Chris Vogler;
b) Operazione Erode: battere a tappeto tutte le località della pianura del Campidano, da Cagliari fino a Oristano, uccidendo l’intera progenie maschile nata nell’anno 1972 e dotata di pizzetto (ripeto: dotata di pizzetto).

Indiziato n. 2:
Urgu Benito, noto Benito Urgu. ATTENZIONE: elemento pericolosissimo. Semina vento e raccoglie tempesta fin dagli anni ’60 dello scorso secolo. Ha rovinato generazioni di sardegnoli intuendo l’importanza della multimedialità ante litteram (vuol dire “prima di tutti gli altri” o qualcosa del genere, Pino): non contento di scrivere e cantare, si è messo a diffondere il suo verbo attraverso un’emittente oristanese, Radio BU, e una caterva di audiocassette che già dai titoli avrebbero dovuto allertare i nostri servizi segreti: Due cagliaritani a New York, Latte e cozze, Cicitta è facendo salsiccia e altri materiali urticanti. Non contento, ha infiammato le piazze dei paesi isolani istigando il pubblico alla rivolta con frasi criptiche ma eloquenti allorquando sottoposte a una corretta decodifica: “dare fuoco all’acqua”, per esempio.

Pare che le sue audiocassette circolino ancora tra i GARCAP (Gruppi Autonomi di Resistenza Clandestina Ai Podcast).
La sua nefasta influenza ha dato origine a schiere di cialtroni che lo imitano ripetendo battute ancora indecifrabili tipo “Tirritiridillì!” o “Allora? Sessanta minuti”.
Note particolari: sa essere un poeta e un po’ no, esibisce con malcelata vanità dei mustacchi indubitabilmente finti.

Indicazioni operative:
a) Operazione Tarantino: sparare tre volte al cuore tutti gli elementi baffuti nel raggio di 50 km da Marrubiu (OR). Nel caso dovessero risollevarsi, conficcare loro nel petto l’asta di una bandiera con i quattro mori e/o i colori rossoblù del Cagliari;
b) Operazione Ned Ludd: reperire gli ultimi mangianastri e/o walkman attivi sull’isola e distruggerli; scacciare da qualsiasi piazza eventuali venditori ambulanti di cassette (fottitene se sono diventati Patrimonio dell’UNESCO, Pino) mettendo a ferro e fuoco i paesi che organizzano feste con siffatti esercizi commerciali.

PS.: prima di scacciare i commercianti, comprare un chilo di torrone di Tonara (questo è per me, Pino).

Indiziato n. 3:
Cullin Jacopo, nato a Cagliari nel 1982. Così risulta ma stiamo approfondendo per verificare se sia possibile che un sardegnolo abbia un nome che fa tanto trevisano-bassofriulano: Jacopo. E poi: quando mai si è visto da quelle parti un indigeno superare l’altezza di 1 metro e 80 centimetri?
Comunque, la testa dura farebbe propendere per l’origine isolana: volle, sempre volle, fortissimamente volle (e si dice che abbia anche guidato una Volvo, una volta) diventare un attore. Peggio: un autore. Peggio ancora: un Benito Urgu. I nostri agenti hanno rintracciato conoscenti che giurano che a scuola il soggetto facesse non solo le imitazioni degli insegnanti, ma replicasse alla perfezione le audiocassette dell’Urgu permettendo così ai compagni di risparmiare sulle spese per i nastri magnetici e le batterie per i radioni.
Il seme della violenza scagliato da Urgu ha preso vigore in questo giovane pernicioso, disposto a fingersi ora milanese, ora sudamericano pur di sfuggire ai servizi segreti. Diffonde il suo verbo in giro per la Sardegna con spettacoli che è inutile a dire quanto siano deleteri.

Indicazioni operative:
a) Operazione Cadrega Ubriaca: setacciare l’intera isola sottoponendo chiunque sia nato nel 1982 al famoso test della “cadrega” di Aldo, Giovanni e Giacomo: nessuno sarà in grado di rispondere, eccetto il Cullin, nel suo patetico tentativo di spacciarsi per meneghino. Colpirlo subito con una testata in fronte e finirlo con una bottiglia di “filu e’ ferru” (è la loro grappa, Pino), che pare non regga.
b) Operazione Divadlo: schedare tutti i teatri e i festival che ospitano l’indagato; trasferire in Sardegna 100.000 unità operative per pedinare ogni singolo aspirante spettatore onde ricostruire eventuali contatti personali con il Cullin e, se è il caso, interrogarli con mezzi persuasivi riguardo alla diffusione di materiale audiovisivo tramite la rete.

Infine: Operazione Globale Extrema Ratio, cioè chiudere il World Wide Web per il tempo necessario a estirpare da internet qualsiasi materiale relativo ai tre indagati.
E questo è quanto.

Spero che darete MASSIMA DIFFUSIONE alla mia missiva perché LA SARDEGNA NON SI TOCCA!