
82. Venice Film Festival

81. Venice Film Festival

80. Venice Film Festival

79. Venice Film Festival

The Biennale Arte Guide
Foreigners Everywhere

The Biennale Arte Guide
Foreigners Everywhere

The Biennale Architecture Guide
The Laboratory of the Future

The Biennale Arte Guide
Il latte dei sogni

21 giugno 2025

22 giugno 2024

17 giugno 2023

18 giugno 2022
Tra infinite altre conseguenze, la guerra tra Russia e Ucraina ha determinato anche una delle migrazioni intellettuali più importanti del nostro tempo: centinaia di migliaia di persone, la più parte giovani, hanno abbandonato la Federazione Russa. Tra loro centinaia di artisti, di ogni ambito espressivo (dall’architettura alla musica, dal cinema alle arti visive). Per questo il Centro Studi sull’Arte Russa (CSAR) dell’Università Ca’ Foscari Venezia ha avviato nel febbraio scorso, in collaborazione con CYLAND e l’Accademia di Belle Arti di Venezia, un progetto scientifico internazionale: Mapping Diaspora: arte russa in esilio, con l’obiettivo di disegnare e aggiornare costantemente la mappa di ciò che quegli artisti hanno creato o stanno elaborando.
La direzione scientifica del progetto, cui hanno aderito i maggiori specialisti di arte russa in Europa e negli USA, è di Silvia Burini e Olga Shishko. Articolato in diverse sezioni (ConTesti, Dialoghi, Cronaca, Grants), prevede anche attività espositive, non solo a Venezia.
Sergey Kishchenko: Hortus Conclusus. Memoria, biodiversità, migrazione, dal 14 settembre al 14 ottobre ai Magazzini al Sale, è la prima di queste mostre ed anche la prima personale in Italia di Sergey Kishchenko (Stavropol’, 1975). La mostra riunisce in modo significativo una sequenza di lavori che appartengono a ricerche avviate negli ultimi dieci anni, che hanno conosciuto un’accelerazione dopo la decisione dell’artista di abbandonare la Russia e il suo arrivo in Italia, dove ha visto riconosciuto il suo status di rifugiato politico.